Lo student Housing in Italia ha un potenziale di crescita e sviluppo importante, anche rispetto ad altre aree geografiche. Il forte aumento di studenti stranieri nel nostro paese e la scarsità delle strutture esistenti ha portato diversi investitori a scommettere anche sul mercato italiano, creando nuove strutture ed ampliando l’offerta esistente.

Il report “Student Housing in Italy” di JLL Italia stima la presenza di circa 50.000 posti letto presenti sul territorio, per una domanda potenziale di un milione di studenti e giovani lavoratori.

La ricerca evidenzia come l’istruzione universitaria si stia gradualmente trasformando in un business globale. La globalizzazione e il rafforzamento della cultura orientata alla mobilità geografica hanno generato infatti una forte domanda di studentati, ma le università non sono state in grado di reagire prontamente con un’offerta adeguata e le strutture già esistenti mostrano la necessità di consistenti adeguamenti. Il settore sembra essere diventato un’asset class importante nel mercato immobiliare, soprattutto in Italia dove i margini di crescita sono così ampi. Il nostro Paese rappresenta una destinazione rinomata a livello internazionale, vanta eccellenti università, un costo della vita e delle rette universitarie minori rispetto ad altre destinazioni e un numero di turisti in continua crescita.

A livello mondiale i mutamenti economico demografici e una maggiore diffusione dell’istruzione universitaria non solo nei mercati sviluppati ma anche in quelli emergenti, hanno generato una forte crescita degli studenti internazionali, aumentati con un ritmo pari al 6% annuo tra il 2000 e il 2015. Secondo l’OECD gli studenti al di fuori del proprio Paese di origine arriveranno a circa 8 milioni nel 2025, in ascesa rispetto ai  5 milioni del 2014 e 1,3 milioni del 1990, con un contributo significativo di circa il 40% di India e Cina.

Gli studenti stranieri aumentano di anno in anno anche nelle università italiane: nell’ultimo quindicennio gli studenti di cittadinanza non italiana che si sono immatricolati nel nostro paese sono raddoppiati. In tutto nell’anno accademico 2016/2017 sono stati registrati circa 100.000 studenti stranieri, a cui vanno aggiunti oltre 22.000 studenti del programma Erasmus. Sono stati potenziati i percorsi di laurea in lingua inglese in tutta Europa: erano appena 55 nel 2009, mentre l’anno scorso sono arrivati a quota 2900. In Italia, nell’anno accademico 2016/2017, hanno raggiunto quota 339.

L’Italia è il paese con il maggior numero di studenti che vive ancora con la famiglia (il 75%), mentre appena il 2% di essi alloggia presso uno studentato.

Attualmente l’offerta di student housing in Italia si compone principalmente di abitazioni di carattere istituzionale, campus a gestione privata, singole realtà gestite da enti pubblici e privati, fondazioni, associazioni e ordini religiosi, oltre a un mercato privato difficile da quantificare.

Il rapporto tra il numero di posti letto e la totalità degli studenti è indicativo delle potenzialità di crescita di questo mercato: in Italia tale rapporto non supera il 3%, mentre nel Regno Unito è del 34%, in Irlanda del 15%, in Francia dell’11%, in Germania del 9%.

A livello globale, il segmento dello student housing viene considerato un’asset class matura nel mercato real estate, anche se con importanti variazioni geografiche. Nel 2017 si sono registrati nell’area EMEA 6,9 miliardi di investimenti, per una crescita del 16% rispetto allo scorso anno. Nel Regno Unito si concentra l’83% di questo volume. In Europa questa asset class ha una fetta di mercato in media del 3%. In Italia il settore ha ricoperto appena lo 0,1% del totale, con grandi margini di miglioramento.

Il segmento student housing permette agli investitori che guardano all’Italia di ampliare l’allocazione geografica dei capitale, in quanto molte città italiane, ritenute secondarie per altre tipologie di immobili, aumenteranno la loro attrattiva.